Scheda Progetto

Casa del custode

Anno: 
2014
Luogo: 
Bologna
Stato: 
Concorso

Localizzazione e scopo del bando. Il concorso, bandito da Isabella Seràgnoli, ha come oggetto la progettazione di una residenza destinata a ospitare il custode nel parco di Villa Belpoggio-Baciocchi, a Bologna.

 

Costruzione formale. Il progetto si articola nella composizione di tre elementi chiave: l’involucro, le scatole interne e i tappi laterali. Struttura, gestione degli aspetti funzionali, impiantistici, articolazione spaziale, qualità dello spazio sono definiti a partire da questi tre elementi base.

 

Si voleva creare un rifugio per la vita domestica, in un parco ormai a vocazione pubblica. Un luogo sicuro e protetto che si nutrisse della qualità spaziale della radura nel bosco e che da questo rapporto partisse per definire una propria autonomia. 

Un involucro, di base, scherma e protegge, ma grazie allo spessore, prende corpo e presenza e si offre alla colonizzazione. Il pensiero progettuale lavora sulle complessità generate da questo fatto e ne sistematizza le variabili. Gli aspetti fondativi sono tre: struttura, uso delle intercapedini e bucature. Queste, attraverso lo spessore, aprono la casa verso l’esterno, in modo misurato, filtrando e definendo maggiormente ciò che è dentro e ciò che è fuori, dandogli cioè spessore e significato.

 

Il progetto si sviluppa su due livelli: i volumi in asse con la pendenza garantiscono accessi indipendenti a casa e deposito. L’accesso di quest’ultimo al parco è stato progettato perché fosse agevole e ben inserito nella pendenza, in modo da facilitare lo svolgimento delle operazioni di manutenzione e non interferire coll’ingresso dell’abitazione.

 

Il sistema costruttivo in legno è ritenuto più adatto al delicato e congestionato contesto del parco, limitando i getti di calcestruzzo al solo attacco al suolo. La costruzione avverrà tramite assemblaggio a secco in opera di elementi finiti prefabbricati, facilitando il cantiere. Il concept scatolare si potrebbe tradurre inoltre nella possibilità di isolare simicamente l’edificio dal suolo.

 

Il plastico in scala 1:50, smontabile il cui obiettivo è rendere tangibili la complessità e la qualità spaziale che lo spessore dell’involucro riesce a mettere in atto, nonché, attraverso le parti sezionate la natura costruttiva del pensiero progettuale.